Usura dentale
Usura dentale: il libro di Didier Dietschi, Carlo Massimo Saratti e Serge Erpen sui protocolli minimamente invasivi
Nel panorama dei libri sull’usura dentale e sull’odontoiatria restaurativa, Usura dentale – Opzioni terapeutiche intercettive con protocolli minimamente invasivi di Didier Dietschi, Carlo Massimo Saratti e Serge Erpen si presenta come un’opera clinica completa dedicata alla diagnosi, alla prevenzione e al trattamento conservativo della perdita di tessuto dentale.
Il volume accompagna il professionista nella scelta del protocollo e dei materiali più adatti per affrontare le diverse manifestazioni dell’usura dentale, integrando procedure preventive, tecniche restaurative dirette, stratificazione dei compositi, restauri anteriori e posteriori, Shell technique, protocolli indiretti e tecnologie CAD/CAM.
Non si tratta di un manuale puramente teorico, ma di una raccolta ragionata di procedure cliniche costruita attraverso oltre vent’anni di esperienza. L’obiettivo principale è intercettare la patologia prima che la perdita di tessuto diventi severa, utilizzando trattamenti non invasivi, additivi o minimamente invasivi nel momento più opportuno.
Quando l’intervento precoce non è più sufficiente, il libro guida il lettore anche nella selezione e nell’impiego corretto di restauri indiretti adesivi e soluzioni CAD/CAM.
Un riferimento moderno per la diagnosi e il trattamento dell’usura dentale
L’usura dentale è una condizione clinica complessa, caratterizzata da differenti livelli di intensità e da un’evoluzione che può variare nel corso del tempo.
La perdita di tessuto non dipende necessariamente da una sola causa. In molti pazienti, fenomeni erosivi, meccanici, funzionali e comportamentali interagiscono tra loro, rendendo difficile formulare una diagnosi eziologica univoca e definire un protocollo standard applicabile a tutti.
Per questa ragione, gli autori propongono un approccio basato sull’osservazione attenta del singolo caso. Localizzazione, distribuzione ed estensione dell’usura devono essere valutate insieme alle condizioni biomeccaniche, funzionali e occlusali del paziente.
Il libro sottolinea infatti che la combinazione tra erosione e attrito rappresenta una situazione frequente e che ogni fattore responsabile della perdita di tessuto deve essere analizzato singolarmente, senza ricorrere automaticamente a soluzioni restaurative estese.
Prevenire la progressione prima di restaurare
Uno dei messaggi centrali del volume è che il trattamento dell’usura dentale non deve iniziare necessariamente con una riabilitazione protesica.
La prima responsabilità del clinico è riconoscere precocemente i segni della patologia, identificare i fattori di rischio e mettere in atto misure preventive o intercettive capaci di rallentarne la progressione.
Secondo l’impostazione del libro, molti casi severi sono anche il risultato di un intervento tardivo da parte del team odontoiatrico. Quando la patologia non viene riconosciuta nelle fasi iniziali, il paziente può arrivare alla visita con una perdita di tessuto tale da richiedere trattamenti più complessi, costosi e difficili da mantenere.
Usura dentale propone quindi un cambio di prospettiva:
- diagnosticare prima che il danno diventi esteso;
- controllare i fattori responsabili della progressione;
- utilizzare procedure non invasive quando possibile;
- ricorrere a protocolli additivi e minimamente invasivi;
- scegliere restauri indiretti o CAD/CAM solo quando realmente indicati.
Il volume viene definito dagli stessi autori come una sorta di “ricettario” clinico, orientato a selezionare il protocollo e il materiale più adeguati per ogni specifica forma di usura. La priorità è prevenire la progressione mediante procedure accessibili e non invasive, mantenendo comunque disponibili protocolli indiretti e CAD/CAM adesivi per i casi più avanzati.
Un approccio contrario all’overtreatment
Un altro elemento distintivo del libro di Didier Dietschi, Carlo Massimo Saratti e Serge Erpen è la critica alle soluzioni standardizzate applicate indiscriminatamente.
L’usura dentale può interessare singoli elementi, gruppi di denti o l’intera dentatura. Può coinvolgere prevalentemente i settori anteriori, quelli posteriori oppure entrambe le arcate con livelli differenti di gravità. Anche funzione, occlusione, abitudini e aspettative del paziente possono modificare profondamente il piano terapeutico.
Di fronte a una variabilità così ampia, una singola terapia applicata sistematicamente a tutta la bocca difficilmente può rappresentare la risposta corretta.
Gli autori mettono quindi in discussione il ricorso automatico a riabilitazioni estese con restauri indiretti o CAD/CAM. L’impiego di queste tecnologie non viene rifiutato, ma inserito all’interno di un processo diagnostico e decisionale più articolato.
Il libro mira a presentare alternative conservative e sostenibili rispetto alla protesi tradizionale, contrastando una visione dell’odontoiatria orientata all’overtreatment e alla ricerca di una perfezione puramente iconografica. L’obiettivo dichiarato rimane migliorare la salute, la funzione, l’estetica e la qualità di vita del paziente.
L’esperienza di Didier Dietschi nell’odontoiatria adesiva
Didier Dietschi è riconosciuto a livello internazionale per il suo contributo all’odontoiatria restaurativa adesiva ed estetica.
La sua attività ha integrato ricerca, insegnamento e pratica clinica, con particolare attenzione ai trattamenti minimamente invasivi e ai restauri dei denti anteriori e posteriori. Uno dei suoi contributi più conosciuti è lo sviluppo del Natural Layering Concept, il metodo di stratificazione dei compositi affrontato anche all’interno del volume.
Nel profilo riportato nel libro, Dietschi viene presentato come docente e ricercatore legato all’Università di Ginevra e all’Academic Centre for Dentistry di Amsterdam, oltre che come professionista impegnato nell’odontoiatria restaurativa estetica. La sua attività formativa si concentra sull’integrazione tra evidenza scientifica, tecnologie moderne e procedure adesive minimamente invasive.
Usura dentale raccoglie oltre vent’anni di lavoro specifico su questa patologia, oltre a un percorso clinico e accademico molto più ampio. L’opera trasferisce questa esperienza in protocolli pensati per essere applicabili nella pratica quotidiana, senza perdere di vista le variabili reali che possono influenzare il risultato.
Carlo Massimo Saratti e il ruolo di funzione e occlusione
Carlo Massimo Saratti contribuisce in modo particolare alle sezioni dedicate alla funzione, all’occlusione e alla dimensione verticale.
Nel trattamento dell’usura dentale, infatti, la ricostruzione della forma anatomica non può essere separata dalla comprensione dei rapporti funzionali. La scelta di modificare le superfici occlusali, ripristinare la lunghezza degli elementi dentari o intervenire sulla dimensione verticale deve essere inserita in una pianificazione razionale.
Il testo presenta Saratti come clinico e docente con un interesse specifico per funzione e occlusione, oltre che come collaboratore nei contenuti clinici e tecnici dell’opera.
Questa componente aiuta a evitare una lettura dell’usura dentale esclusivamente estetica. Recuperare la morfologia dei denti significa anche ristabilire condizioni funzionali compatibili con il sistema del paziente e con la longevità dei restauri.
Serge Erpen e l’integrazione tra clinica e laboratorio
La gestione dei casi complessi di usura richiede una stretta collaborazione tra odontoiatra e odontotecnico, soprattutto quando il piano di trattamento comprende restauri indiretti o flussi digitali.
Serge Erpen porta nel volume la prospettiva tecnica e laboratoristica, contribuendo all’integrazione tra progettazione clinica, materiali, produzione dei restauri e nuove tecnologie.
Il libro sottolinea in particolare il suo interesse per la ricerca di un equilibrio tra soluzioni analogiche e digitali. Questa collaborazione permette di seguire i casi dalla diagnosi alla realizzazione, adattando il flusso di lavoro alle esigenze specifiche del paziente anziché obbligare ogni situazione clinica a rientrare in un unico protocollo.
La presenza congiunta di competenze cliniche, funzionali e odontotecniche rende il volume particolarmente utile per il team che affronta riabilitazioni adesive articolate.
Diagnosi e prognosi dell’usura dentale
Il primo capitolo è dedicato alla diagnosi e alla prognosi dell’usura dentale, due passaggi essenziali per scegliere quando intervenire e con quale livello di invasività.
La valutazione non deve limitarsi a rilevare la presenza di superfici consumate. È necessario comprendere:
- dove è localizzata la perdita di tessuto;
- quali denti sono maggiormente coinvolti;
- come il danno è distribuito tra le arcate;
- quale sia il grado di progressione;
- quali fattori erosivi e meccanici possano essere presenti;
- quali siano le conseguenze funzionali ed estetiche;
- quale rischio di ulteriore deterioramento presenti il paziente.
L’usura viene descritta come una patologia multifattoriale e fluttuante. Di conseguenza, la diagnosi deve essere costruita attraverso osservazione, anamnesi, analisi dei segni clinici e valutazione della loro evoluzione.
La prognosi consente invece di distinguere i casi che possono essere mantenuti sotto controllo da quelli nei quali è opportuno introdurre una terapia intercettiva o restaurativa.
Questa impostazione protegge il paziente da due rischi opposti: intervenire troppo tardi oppure eseguire troppo presto un trattamento esteso e non proporzionato alla situazione clinica.
Strategie di trattamento personalizzate
Il secondo capitolo entra nel cuore della pianificazione terapeutica.
Una volta completata la diagnosi, il clinico deve stabilire quali elementi trattare, con quali materiali e secondo quale sequenza. Il volume non propone una ricetta universale, ma un sistema decisionale adattabile alle differenti manifestazioni della patologia.
La scelta può comprendere:
- monitoraggio e prevenzione;
- procedure intercettive;
- restauri diretti in composito;
- tecniche di modellazione parziale o completa;
- restauri anteriori;
- restauri posteriori;
- Shell technique;
- restauri indiretti adesivi;
- procedure CAD/CAM;
- combinazioni tra tecniche dirette e indirette.
All’interno dello stesso capitolo vengono affrontati anche i materiali per restauri dentali e il trattamento delle interfacce.
Questa organizzazione evidenzia come la scelta del materiale non possa essere separata dal protocollo clinico. Estensione dell’usura, quantità e qualità del substrato residuo, posizione del restauro, carico funzionale e possibilità adesive concorrono a determinare la soluzione più appropriata.
Un caso mostrato nel materiale esemplificativo presenta, per esempio, una paziente con usura moderata e generalizzata, ipersensibilità dentinale e livelli di danno differenti nelle varie aree. Il caso mostra come erosione, attrito, funzione ed esigenze estetiche del paziente debbano essere considerate congiuntamente.
Materiali restaurativi e trattamento delle interfacce
Nel trattamento dell’usura dentale non esiste un materiale ideale per ogni situazione.
Il volume dedica sezioni specifiche alla selezione dei materiali e alle interfacce restaurative, perché la longevità del trattamento dipende anche dalla corretta gestione dell’adesione tra struttura dentale e restauro.
La selezione deve tenere conto della possibilità di:
- conservare quanto più tessuto sano possibile;
- aggiungere materiale senza preparazioni estese;
- controllare gli spessori restaurativi;
- riprodurre morfologia, funzione e caratteristiche ottiche;
- riparare o modificare il restauro nel tempo;
- integrare tecniche dirette, indirette e digitali.
In questa prospettiva, compositi, materiali indiretti e soluzioni CAD/CAM non sono considerati alternative in competizione assoluta. Sono strumenti differenti che il professionista deve saper utilizzare in base all’indicazione clinica.
Fattori occlusali, funzione e dimensione verticale
Il terzo capitolo affronta i fattori occlusali e funzionali e la dimensione verticale d’occlusione.
Questa sezione è particolarmente importante nei casi nei quali l’usura ha modificato la morfologia delle superfici dentali, la lunghezza degli elementi anteriori o i rapporti tra le arcate.
Prima di ripristinare i denti, il clinico deve valutare come la nuova anatomia si inserirà nella funzione complessiva del paziente.
Il libro aiuta a ragionare su:
- rapporti occlusali;
- spazio restaurativo disponibile;
- perdita della morfologia dentale;
- coinvolgimento dei settori anteriori e posteriori;
- modifica della dimensione verticale;
- adattamento funzionale;
- validazione del progetto prima della fase definitiva.
L’obiettivo non è imporre una configurazione ideale uguale per tutti, ma costruire una soluzione coerente con il quadro biomeccanico individuale.
Tecniche dirette e conservazione del tessuto dentale
Le tecniche dirette occupano una parte molto ampia del volume.
Il composito consente di intervenire in modo additivo, riducendo o evitando la preparazione dei tessuti residui. Questo approccio può essere particolarmente utile nelle fasi intercettive e nei casi nei quali l’obiettivo principale è stabilizzare l’usura prima che diventi più severa.
Il quarto capitolo comprende:
- Natural Layering Concept;
- restauri anteriori con tecnica a mano libera;
- strategie per i restauri diretti posteriori;
- restauri posteriori Freehand;
- Partial molding;
- Full molding.
La presenza di protocolli differenti permette al clinico di scegliere il livello di controllo e standardizzazione più adatto al singolo caso.
Le tecniche a mano libera valorizzano le competenze anatomiche e di stratificazione dell’operatore. Le procedure di molding introducono invece l’impiego di guide o forme derivate dal progetto, facilitando il trasferimento della morfologia pianificata.
La struttura del volume dedica una parte consistente proprio ai restauri diretti anteriori e posteriori, distinguendo le diverse tecniche operative e le loro applicazioni cliniche.
Natural Layering Concept e stratificazione dei compositi
Tra le parole chiave centrali del libro compare la stratificazione, affrontata attraverso il Natural Layering Concept sviluppato da Didier Dietschi.
La ricostruzione di un dente usurato non consiste soltanto nel reintegrare il volume perduto. Nei settori anteriori è necessario riprodurre correttamente forma, luminosità, traslucenza e caratteristiche ottiche. Nei settori posteriori occorre ricreare un’anatomia funzionale compatibile con i contatti occlusali.
La stratificazione permette di utilizzare masse composite differenti per ottenere un’integrazione più naturale del restauro.
Nel trattamento dell’usura dentale, questo concetto assume un valore particolare perché le ricostruzioni possono coinvolgere:
- margini incisali;
- superfici palatali;
- superfici vestibolari;
- cuspidi;
- fosse e solchi;
- più elementi all’interno della stessa arcata.
Il volume collega quindi la conoscenza dei materiali compositi alla capacità di ricostruire in modo conservativo i denti anteriori e posteriori.
Restauri anteriori con tecnica Freehand
I restauri anteriori rappresentano uno dei principali ambiti nei quali l’usura può influenzare contemporaneamente estetica e funzione.
La perdita dei margini incisali può determinare un accorciamento degli elementi, un appiattimento della linea del sorriso e una modifica dei rapporti funzionali anteriori.
Il libro dedica una sezione specifica alle ricostruzioni a mano libera, integrando il Natural Layering Concept con la gestione della forma anatomica.
L’approccio Freehand richiede il controllo di:
- proporzioni dentali;
- lunghezza degli incisivi;
- morfologia vestibolare e palatale;
- spessori dei materiali;
- transizioni tra restauro e tessuto residuo;
- rapporti funzionali;
- integrazione cromatica.
Queste procedure consentono di ricostruire progressivamente il tessuto perduto attraverso un trattamento diretto e prevalentemente additivo.
Restauri posteriori e controllo della morfologia occlusale
I restauri posteriori presentano problematiche differenti rispetto a quelli anteriori.
Oltre all’integrazione estetica, il clinico deve ripristinare cuspidi, creste, fosse, solchi e contatti occlusali. Nei casi di usura diffusa può essere necessario intervenire su più elementi, mantenendo coerenza tra il progetto generale e l’anatomia di ogni singolo dente.
Il libro analizza diverse strategie:
- ricostruzione posteriore Freehand;
- Partial molding;
- Full molding.
Questa distinzione consente di modulare il trattamento in base alla quantità di tessuto perduto, alla complessità anatomica e alla necessità di trasferire fedelmente un progetto diagnostico.
Partial molding e Full molding
Le tecniche di Partial molding e Full molding vengono presentate come opzioni specifiche per i restauri posteriori diretti.
Nel Partial molding soltanto una parte della morfologia restaurativa viene trasferita attraverso una matrice o una guida, lasciando al clinico la gestione diretta delle restanti componenti.
Nel Full molding, invece, il trasferimento della forma progettata assume un ruolo più ampio all’interno della procedura.
Il valore di queste tecniche risiede nella possibilità di combinare i vantaggi dell’approccio diretto con un maggiore controllo della morfologia. Ciò può essere utile nei trattamenti multipli, nei quali la riproducibilità dei rapporti occlusali e anatomici assume particolare importanza.
Shell technique
Un intero capitolo è dedicato alla Shell technique, una delle parole chiave principali associate al volume.
La tecnica viene collocata dopo le procedure dirette e prima delle tecniche indirette, all’interno di un percorso che amplia progressivamente le possibilità terapeutiche a disposizione del clinico.
Il principio generale rimane quello di ricostruire i tessuti perduti evitando preparazioni non necessarie e mantenendo il trattamento coerente con la filosofia minimamente invasiva dell’opera.
La documentazione clinica mostra la valutazione finale dei parametri estetici, funzionali e occlusali, seguita da modifiche mirate sulla base delle necessità del paziente.
La Shell technique non viene quindi presentata come una soluzione isolata, ma come una delle possibili strategie da inserire in un piano personalizzato.
Tecniche indirette e procedure adesive
Quando l’entità dell’usura, la morfologia residua o le esigenze funzionali rendono meno indicato un approccio completamente diretto, il libro introduce le tecniche indirette.
Il capitolo affronta tre aree fondamentali:
- procedure adesive;
- protocolli indiretti;
- procedure di cementazione.
L’attenzione all’adesione è coerente con l’impostazione conservativa del volume. Anche quando viene scelto un restauro indiretto, l’obiettivo rimane limitare la rimozione di tessuto sano e sfruttare le possibilità offerte dai moderni protocolli adesivi.
La cementazione non è considerata una semplice fase conclusiva, ma un passaggio determinante per la stabilità dell’interfaccia e per il comportamento clinico del restauro.
CAD/CAM e flussi digitali nel trattamento dell’usura dentale
Il CAD/CAM rappresenta uno dei tag principali del libro e viene affrontato in un capitolo specifico.
Gli autori non presentano la tecnologia digitale come una terapia universale, ma come uno strumento da utilizzare dopo una corretta diagnosi e una pianificazione individuale.
I flussi CAD/CAM possono contribuire a:
- progettare la nuova anatomia;
- valutare gli spazi restaurativi;
- integrare la pianificazione estetica e funzionale;
- trasferire il progetto clinico;
- produrre restauri indiretti;
- verificare anticipatamente le modifiche previste.
Nel caso digitale incluso nel materiale esemplificativo, il wax-up viene validato mediante uno snap-on rimovibile. Il paziente può così valutare per circa un mese le modifiche estetiche e funzionali prima della realizzazione dei restauri definitivi.
Questo passaggio mostra uno degli aspetti più interessanti del flusso digitale: la possibilità di testare il progetto prima di renderlo definitivo.
La tecnologia viene quindi posta al servizio del ragionamento clinico e non utilizzata per sostituirlo.
Integrazione tra tecniche analogiche e digitali
Uno dei punti di forza del volume è l’assenza di una contrapposizione rigida tra odontoiatria tradizionale e digitale.
Le tecniche a mano libera, la stratificazione, i protocolli di molding, la Shell technique, i restauri indiretti e il CAD/CAM vengono considerati strumenti complementari.
La scelta dipende da:
- gravità dell’usura;
- numero di elementi coinvolti;
- tessuto dentale disponibile;
- esigenze estetiche;
- condizioni funzionali;
- possibilità economiche del paziente;
- esperienza del team;
- necessità di manutenzione futura.
Questa integrazione è anche uno degli obiettivi dell’edizione italiana, nata per mostrare come le tecniche tradizionali possano essere affiancate dalle nuove metodologie e dai moderni flussi digitali.
Longevità, follow-up e mantenimento
Il trattamento dell’usura dentale non termina con la consegna dei restauri.
La patologia può continuare a essere influenzata dai fattori che hanno provocato la perdita iniziale di tessuto. Per questo il volume dedica un capitolo completo a longevità e mantenimento.
L’indice comprende:
- longevità e follow-up;
- mantenimento e riparazioni;
- riparazione e sostituzione;
- bite notturni e diurni;
- revisione della letteratura sulla longevità.
Questa sezione completa l’impostazione clinica del libro, ricordando che la conservazione dei risultati dipende da controlli periodici, monitoraggio della patologia e possibilità di intervenire in modo selettivo sui restauri.
La riparabilità rappresenta un valore importante dei protocolli conservativi. Invece di considerare ogni deterioramento come un’indicazione alla sostituzione completa, il clinico può valutare procedure di manutenzione, correzione o riparazione localizzata.
Il capitolo finale affronta anche l’impiego dei bite e confronta l’esperienza clinica con la letteratura disponibile sulla durata dei trattamenti.
Una documentazione clinica ampia e dettagliata
Con 850 pagine e circa 2.700 immagini, Usura dentale è concepito come un’opera fortemente visiva.
La documentazione clinica permette di osservare le diverse fasi del trattamento, dalla diagnosi al risultato finale, passando attraverso pianificazione, scelta dei materiali, protocolli diretti, procedure indirette e flussi digitali.
La ricchezza iconografica è particolarmente importante in un testo dedicato a tecniche come:
- stratificazione;
- restauri anteriori;
- restauri posteriori;
- modellazione parziale e completa;
- Shell technique;
- CAD/CAM;
- cementazione adesiva;
- riparazione e mantenimento.
Nella prefazione, l’opera viene descritta come una fonte completa di procedure cliniche basate sull’evidenza per il trattamento restaurativo dei pazienti con usura dentale, supportata da una documentazione clinica di elevata qualità.
Un libro per chi vuole trattare l’usura dentale in modo conservativo
Usura dentale è rivolto a:
- odontoiatri restauratori;
- protesisti;
- professionisti che praticano odontoiatria adesiva;
- dentisti interessati ai protocolli minimamente invasivi;
- clinici che eseguono restauri anteriori e posteriori;
- professionisti che utilizzano tecnologie CAD/CAM;
- odontotecnici;
- studenti post-laurea e corsisti avanzati.
Il volume può essere utile sia a chi desidera costruire un protocollo diagnostico sia al professionista esperto che vuole ampliare le proprie opzioni terapeutiche.
La presenza di tecniche dirette, indirette e digitali permette di affrontare il problema dell’usura senza limitarsi a un’unica scuola restaurativa.
Perché leggere Usura dentale
Usura dentale – Opzioni terapeutiche intercettive con protocolli minimamente invasivi non è soltanto un libro sui restauri dei denti consumati.
È un’opera dedicata al processo decisionale che precede il trattamento: comprendere la patologia, individuare il momento corretto per intervenire e selezionare la procedura meno invasiva capace di raggiungere l’obiettivo clinico.
Il valore del volume risiede nell’integrazione tra:
- diagnosi e prognosi;
- prevenzione;
- funzione e occlusione;
- odontoiatria adesiva;
- stratificazione;
- restauri anteriori;
- restauri posteriori;
- Shell technique;
- tecniche indirette;
- CAD/CAM;
- mantenimento nel lungo periodo.
Per chi cerca un libro sull’usura dentale di Didier Dietschi, capace di coniugare esperienza clinica, approccio minimamente invasivo e tecnologie digitali, questo volume rappresenta una guida ampia e strutturata per affrontare sia le fasi iniziali sia i casi restaurativi più complessi.
Domande frequenti su Usura dentale
1. Di cosa parla il libro Usura dentale di Didier Dietschi?
Il libro affronta la diagnosi, la prognosi, la prevenzione e il trattamento dell’usura dentale. Presenta protocolli intercettivi e minimamente invasivi, tecniche dirette in composito, restauri anteriori e posteriori, Shell technique, procedure indirette adesive e soluzioni CAD/CAM.
2. Chi sono gli autori del libro?
Gli autori sono Didier Dietschi, Carlo Massimo Saratti e Serge Erpen. Il progetto integra competenze in odontoiatria restaurativa adesiva, funzione, occlusione, progettazione clinica e realizzazione odontotecnica.
3. A chi è rivolto il volume?
Il libro è rivolto a odontoiatri restauratori, protesisti, professionisti dell’odontoiatria adesiva, utilizzatori di tecnologie CAD/CAM, odontotecnici e studenti post-laurea interessati al trattamento conservativo dell’usura dentale.
4. Il libro tratta i restauri anteriori?
Sì. Una sezione specifica è dedicata ai restauri anteriori con tecnica Freehand, alla ricostruzione dei tessuti usurati e alla stratificazione dei compositi secondo il Natural Layering Concept.
5. Quali tecniche vengono proposte per i restauri posteriori?
Il volume affronta i restauri posteriori a mano libera, la tecnica di Partial molding e quella di Full molding. Le diverse procedure consentono di scegliere il livello di guida e controllo della morfologia più adatto al caso.
6. Che cos’è il Natural Layering Concept?
È un concetto di stratificazione dei compositi sviluppato da Didier Dietschi. Nel libro viene applicato alla ricostruzione estetica e funzionale dei denti, con particolare attenzione ai restauri anteriori e posteriori.
7. Il libro affronta la Shell technique?
Sì. Alla Shell technique è dedicato un intero capitolo. La procedura viene inserita tra le opzioni restaurative disponibili per trattare l’usura attraverso un’impostazione conservativa e personalizzata.
8. Sono presenti protocolli CAD/CAM?
Sì. Il volume comprende un capitolo dedicato alle tecniche CAD/CAM e mostra come i flussi digitali possano essere integrati nella pianificazione, nella validazione estetico-funzionale e nella produzione dei restauri.
9. Il libro propone solo riabilitazioni complete?
No. Uno dei messaggi principali del testo è evitare l’applicazione automatica di un’unica terapia a tutti i pazienti. Gli autori privilegiano prevenzione, intervento precoce e protocolli non invasivi o minimamente invasivi, riservando le riabilitazioni indirette ai casi nei quali sono realmente necessarie.
10. Il volume affronta la longevità dei restauri?
Sì. Un intero capitolo è dedicato a follow-up, longevità, mantenimento, riparazione, sostituzione e utilizzo dei bite notturni e diurni.
Capitoli e argomenti
- Diagnosi e prognosi dell’usura dentale
- Strategie di trattamento
- Strategie di trattamento
- Materiali per restauri dentali
- Trattamento delle interfacce
- Fattori occlusali e funzionali, dimensione verticale d’occlusione
- Tecniche dirette
- Natural Layering Concept
- Restauri anteriori con tecnica Freehand
- Strategie per restauri diretti posteriori
- Restauri posteriori Freehand
- Partial molding
- Full molding
- Shell technique
- Tecniche indirette
- Procedure adesive
- Protocolli indiretti
- Procedure di cementazione
- Tecniche CAD/CAM
- Longevità e mantenimento
- Longevità e follow-up
- Mantenimento e riparazioni
- Riparazione e sostituzione
- Bite notturni e diurni
- Revisione della letteratura sulla longevità