MF Extrusion Technique
Scritto in collaborazione con Giovanni Zucchelli
MF Extrusion Technique: il libro di Mauro Fadda sulla gestione non chirurgica delle parabole gengivali
Nel panorama dei libri di protesi, implantologia ed estrusione ortodontica, MF Extrusion Technique – Gestione non chirurgica delle parabole gengivali in protesi e implantologia di Mauro Fadda presenta un approccio originale alla gestione dei tessuti dentali e parodontali nei casi restaurativi e implantari complessi.
Il volume descrive in modo pratico la MF Extrusion Technique, una metodica basata sull’utilizzo di movimenti ortodontici estrusivi ottenuti attraverso apparecchi personalizzati che possono essere realizzati direttamente dal clinico alla poltrona.
L’obiettivo è utilizzare l’estrusione ortodontica come strumento complementare alla protesi e all’implantologia per affrontare differenti situazioni cliniche: ricreare l’ampiezza biologica, ottenere un adeguato effetto ferula, modificare la posizione delle parabole gengivali, trattare particolari recessioni gengivali e, in determinati casi, favorire la disponibilità di tessuto osseo prima del posizionamento implantare.
Il libro affronta inoltre, in collaborazione con Giovanni Zucchelli, la gestione delle recessioni gengivali degli incisivi inferiori associate a malposizione radicolare, introducendo l’impiego del FZ Root Torque Controller per correggere la posizione della radice prima della successiva terapia chirurgica.
Con 304 pagine e 1.234 immagini, MF Extrusion Technique è concepito come una guida clinica fortemente visuale, dedicata al professionista che desidera integrare protesi, implantologia, ortodonzia e parodontologia all’interno di un unico percorso terapeutico.
Un approccio non chirurgico alla gestione delle parabole gengivali
Uno dei concetti centrali del libro è la possibilità di modificare la posizione delle parabole gengivali attraverso il movimento controllato del dente.
Nella pratica protesica e implantare, il livello dei tessuti molli può condizionare profondamente il risultato estetico.
Una parabola gengivale non armonica può influenzare:
- lunghezza clinica della corona;
- simmetria del sorriso;
- posizione del margine protesico;
- profilo di emergenza;
- rapporto tra denti adiacenti;
- gestione di un futuro impianto;
- risultato estetico della riabilitazione.
Tradizionalmente alcune di queste situazioni possono richiedere procedure chirurgiche.
La MF Extrusion Technique propone invece, in casi selezionati, di utilizzare l’estrusione ortodontica come strumento per guidare il dente e i tessuti circostanti verso una posizione più favorevole.
La finalità non è sostituire indiscriminatamente la chirurgia, ma ampliare le opzioni disponibili al clinico.
Estrusione ortodontica: molto più di un movimento dentale
L’estrusione ortodontica consiste nel movimento coronale controllato di un elemento dentale.
Nel contesto descritto da Mauro Fadda, questo movimento non viene utilizzato semplicemente per correggere la posizione del dente all’interno dell’arcata.
Diventa un vero strumento terapeutico applicabile a:
- protesi;
- implantologia;
- gestione dei tessuti parodontali;
- preparazione preprotesica;
- preparazione preimplantare;
- trattamento combinato ortodontico-parodontale.
La risposta dei tessuti al movimento estrusivo può infatti essere utilizzata per modificare il rapporto tra radice, osso, gengiva e futura ricostruzione.
Per questo il libro parte dai fondamenti dell’estrusione ortodontica prima di presentare la tecnica specifica.
Ampiezza biologica e MF Extrusion Technique
Uno degli obiettivi dichiarati della tecnica è la possibilità di ricreare l’ampiezza biologica in situazioni cliniche selezionate.
Quando una lesione, una frattura o una precedente preparazione si estendono profondamente in direzione apicale, può risultare difficile ottenere:
- margini restaurativi accessibili;
- isolamento;
- rispetto dei tessuti parodontali;
- ferrule adeguata;
- corretto posizionamento della futura corona.
L’estrusione ortodontica può essere utilizzata per spostare coronalmente una porzione di struttura radicolare e renderla più favorevolmente accessibile al trattamento restaurativo.
Il problema non viene quindi affrontato soltanto rimuovendo tessuto gengivale o osseo.
In determinati casi è il dente stesso a essere spostato verso una posizione clinicamente più favorevole.
L’effetto ferula nella riabilitazione protesica
L’effetto ferula rappresenta un altro concetto fondamentale trattato nel libro.
In presenza di denti gravemente compromessi, il clinico può avere una quantità limitata di tessuto dentale sano disponibile coronalmente.
La possibilità di ottenere una fascia adeguata di struttura dentale può condizionare la pianificazione protesica.
La MF Extrusion Technique può essere utilizzata con l’obiettivo di esporre maggiore tessuto dentale e migliorare le condizioni per la successiva ricostruzione.
Il piano terapeutico deve quindi tenere conto contemporaneamente di:
- quantità di struttura residua;
- lunghezza radicolare;
- posizione del margine;
- rapporto corona-radice;
- parodonto;
- prognosi;
- futura riabilitazione.
La tecnica viene inserita all’interno di un ragionamento restaurativo complessivo e non considerata come un movimento ortodontico isolato.
Rapporto corona-radice
Il volume affronta anche il rapporto corona-radice, elemento essenziale quando si decide se un dente possa essere mantenuto e restaurato.
L’estrusione modifica la quantità di radice disponibile all’interno dell’osso e, di conseguenza, deve essere pianificata valutando attentamente il futuro rapporto tra:
- porzione coronale;
- porzione radicolare;
- supporto parodontale;
- carico funzionale.
Non è quindi sufficiente stabilire quanto dente sia necessario estrudere.
Occorre comprendere quale sarà la condizione finale dopo:
- estrusione;
- stabilizzazione;
- eventuale fibrotomia;
- preparazione protesica;
- ricostruzione definitiva.
La programmazione deve sempre partire dalla prognosi finale del dente.
Allungamento di corona, estrusione o estrazione?
Uno dei capitoli più clinicamente rilevanti pone una domanda fondamentale:
allungamento di corona, estrusione o estrazione?
Di fronte a un elemento dentale compromesso, il clinico può avere diverse possibilità.
Allungamento chirurgico di corona
Può permettere di esporre maggiore tessuto dentale attraverso una modifica chirurgica dei tessuti molli e, quando necessario, dei tessuti duri.
Estrusione ortodontica
Può portare coronalmente la struttura dentale residua, modificando il rapporto tra dente e tessuti.
Estrazione
Può essere indicata quando la prognosi residua non giustifica il mantenimento dell’elemento e la sostituzione protesica o implantare rappresenta una soluzione più razionale.
Il libro invita quindi a non affrontare automaticamente tutti i casi nello stesso modo.
La MF Extrusion Technique aggiunge una possibilità terapeutica al processo decisionale, soprattutto per il protesista o l’implantologo che desidera mantenere il dente o ottimizzare il sito prima della successiva terapia.
Biomeccanica dell’estrusione ortodontica
Per utilizzare correttamente l’estrusione è necessario comprenderne i principi biomeccanici.
Il libro dedica una sezione ai cenni di biomeccanica dell’estrusione ortodontica, necessari per valutare:
- direzione della forza;
- intensità;
- punto di applicazione;
- controllo del movimento;
- velocità;
- ancoraggio;
- risposta dei tessuti.
Un’estrusione preprotesica lenta e una rapida con fibrotomia perseguono obiettivi differenti e determinano risposte tissutali differenti.
La scelta non deve quindi essere casuale.
Il clinico deve sapere cosa desidera spostare:
- soltanto il dente;
- dente e tessuti parodontali;
- margine gengivale;
- osso;
- combinazione di diverse strutture.
Risposta dei tessuti parodontali alle forze estrusive
Una delle basi biologiche della tecnica è la risposta dei tessuti parodontali alle forze estrusive.
Il movimento del dente può influenzare:
- legamento parodontale;
- gengiva;
- osso alveolare;
- posizione della parabola gengivale;
- architettura dei tessuti.
Questa risposta biologica è ciò che permette all’estrusione di diventare uno strumento utilizzabile non soltanto in ortodonzia, ma anche nella pianificazione protesica e implantare.
Il clinico deve però distinguere chiaramente gli obiettivi.
Quando si desidera trascinare con il dente anche i tessuti circostanti si selezionerà un protocollo differente rispetto a quello utilizzato quando l’obiettivo consiste prevalentemente nell’esporre struttura dentale.
Classificazione delle estrusioni ortodontiche complementari
Il libro propone una classificazione delle estrusioni ortodontiche complementari.
Il termine “complementari” evidenzia la filosofia dell’opera.
L’estrusione non rappresenta necessariamente il trattamento principale.
Può essere una fase preparatoria o complementare a:
- protesi;
- chirurgia;
- implantologia;
- terapia mucogengivale.
La classificazione permette di orientare il clinico sulla base dell’obiettivo terapeutico e della risposta tissutale desiderata.
Tra le applicazioni affrontate nel volume vi sono:
- estrusione preprotesica lenta;
- estrusione preprotesica rapida con fibrotomia;
- estrusione preimplantare;
- correzione ortodontica prima della chirurgia mucogengivale.
La MF Extrusion Technique
La parte centrale del libro è dedicata alla MF Extrusion Technique.
La tecnica viene presentata come un metodo pratico per ottenere movimenti dentali attraverso apparecchi personalizzati realizzabili direttamente dal clinico.
L’obiettivo è evitare che ogni caso richieda necessariamente apparecchiature ortodontiche complesse.
Il protesista o implantologo può così integrare alcuni movimenti estrusivi all’interno del proprio workflow.
I vantaggi indicati dalla filosofia del metodo comprendono:
- semplificazione;
- personalizzazione;
- realizzazione alla poltrona;
- riduzione dei passaggi;
- contenimento dei tempi;
- contenimento dei costi;
- maggiore controllo diretto del trattamento.
La tecnica è quindi costruita attorno alle esigenze del clinico che deve risolvere un problema restaurativo o implantare e necessita di un movimento ortodontico specifico.
Il ruolo dell’estrusore
Uno degli aspetti pratici dell’opera riguarda i criteri di scelta dell’estrusore.
Non tutti i casi richiedono lo stesso apparecchio.
La scelta deve essere coerente con:
- elemento da trattare;
- quantità di estrusione;
- posizione nell’arcata;
- spazio disponibile;
- tipo di movimento;
- ancoraggio;
- obiettivo finale;
- possibilità di mantenere l’igiene;
- comfort del paziente.
L’apparecchio diventa quindi uno strumento costruito intorno al caso e non il contrario.
Questa logica di personalizzazione costituisce uno degli elementi centrali della MF Extrusion Technique.
Estrusione preprotesica lenta
L’estrusione preprotesica lenta viene affrontata come una delle principali applicazioni cliniche.
Attraverso un movimento progressivo, l’obiettivo può essere accompagnare coronalmente il dente insieme a una risposta dei tessuti parodontali.
Questa possibilità può essere utile quando il piano terapeutico prevede una modifica progressiva della posizione dei tessuti prima della riabilitazione.
Il clinico deve monitorare:
- velocità del movimento;
- condizioni parodontali;
- quantità di estrusione;
- livello gengivale;
- supporto osseo;
- stabilità;
- rapporto corona-radice.
La parola chiave è controllo.
L’estrusione deve essere programmata sulla base del risultato protesico finale.
Estrusione preprotesica rapida con fibrotomia
Il libro distingue l’approccio lento dall’estrusione preprotesica rapida con fibrotomia.
Quando l’obiettivo principale è esporre struttura dentale evitando o limitando il trascinamento coronale dei tessuti parodontali, il protocollo deve essere differente.
La fibrotomia viene associata al movimento estrusivo per gestire la risposta delle fibre parodontali.
Questa modalità può essere particolarmente interessante quando si cerca di:
- ottenere tessuto dentale sano;
- aumentare la disponibilità per l’effetto ferula;
- posizionare più favorevolmente il margine restaurativo;
- preservare il più possibile la posizione della parabola gengivale.
La distinzione tra estrusione lenta e rapida è quindi strettamente collegata all’obiettivo biologico e protesico.
Estrusione preimplantare
Un altro tag centrale dell’opera è l’implantologia.
Il volume descrive l’estrusione preimplantare come una strategia da considerare quando un dente destinato all’estrazione può essere utilizzato per modificare preventivamente il sito.
La logica è particolarmente interessante.
Invece di procedere immediatamente all’estrazione, il dente può essere utilizzato temporaneamente come strumento biologico.
L’estrusione può avere l’obiettivo di favorire un cambiamento dei tessuti prima dell’estrazione e del successivo posizionamento implantare.
Il dente compromesso assume quindi una funzione terapeutica prima di essere rimosso.
Rigenerare l’osso prima dell’impianto
Tra le potenzialità indicate per la MF Extrusion Technique vi è la possibilità, in casi selezionati, di sfruttare l’estrusione per ottenere una risposta dei tessuti utile alla futura implantologia.
Il concetto si basa sulla capacità del movimento dentale di influenzare il supporto parodontale.
La finalità può essere quella di migliorare il sito prima di:
- estrazione;
- guarigione;
- posizionamento dell’impianto;
- gestione protesica.
Questo approccio rende particolarmente evidente il carattere interdisciplinare della tecnica.
L’ortodonzia diventa uno strumento al servizio dell’implantologia.
Protesi e implantologia: una tecnica trasversale
I primi due tag del libro sono protesi e implantologia.
Non è casuale.
La MF Extrusion Technique nasce proprio dalla necessità di integrare movimenti ortodontici all’interno di piani di trattamento che hanno un obiettivo finale restaurativo.
Il protesista può utilizzarla per:
- ottenere ferrule;
- gestire margini profondi;
- migliorare la posizione della parabola gengivale;
- preservare elementi compromessi.
L’implantologo può utilizzarla per:
- preparare il sito;
- modificare i tessuti;
- gestire un dente destinato all’estrazione;
- pianificare meglio il futuro impianto.
Questa interdisciplinarità costituisce uno dei principali elementi distintivi dell’opera.
Parabole gengivali e risultato estetico
Le parabole gengivali rappresentano una delle keyword centrali del libro.
Nelle riabilitazioni anteriori, pochi millimetri di differenza nella posizione del margine possono modificare significativamente la percezione estetica.
Il clinico deve considerare:
- simmetria;
- posizione degli zenit;
- lunghezza delle corone;
- rapporto con i denti vicini;
- livello gengivale;
- futura protesi;
- sorriso del paziente.
La possibilità di modificare questi parametri attraverso un movimento dentale offre un’alternativa o un complemento alle procedure chirurgiche.
La scelta deve sempre essere inserita nel piano terapeutico complessivo.
Gestione non chirurgica delle parabole gengivali
Il sottotitolo stesso del volume pone l’accento sulla gestione non chirurgica delle parabole gengivali.
Il concetto non significa che ogni problema gengivale possa essere risolto senza chirurgia.
Significa piuttosto che alcune alterazioni del margine possono essere affrontate modificando la posizione del dente e sfruttando la risposta dei tessuti.
Il movimento può essere programmato in funzione di:
- posizione finale del margine;
- struttura dentale disponibile;
- necessità protesica;
- risultato estetico;
- futura chirurgia;
- futura implantologia.
L’estrusione diventa così un possibile strumento di “progettazione” dei tessuti.
Recessioni gengivali
Le recessioni gengivali costituiscono un’altra keyword specifica dell’opera.
Una parte del libro viene sviluppata in collaborazione con Giovanni Zucchelli ed è dedicata in particolare alle recessioni degli incisivi inferiori associate a malposizione radicolare.
Questo scenario è clinicamente rilevante perché la posizione della radice all’interno dell’involucro osseo può influenzare la prognosi del trattamento mucogengivale.
La chirurgia, da sola, non corregge necessariamente una radice malposizionata.
Il libro propone quindi di intervenire prima sulla posizione dentale.
Recessioni gengivali degli incisivi inferiori
Gli incisivi inferiori possono presentare recessioni gengivali associate a una posizione radicolare non favorevole.
Prima di procedere alla chirurgia mucogengivale può essere utile valutare:
- inclinazione;
- torque;
- posizione vestibolo-linguale della radice;
- spessore dei tessuti;
- supporto osseo;
- quantità e tipo di recessione.
Quando la posizione radicolare costituisce un fattore sfavorevole, la sua correzione può diventare una fase preliminare del trattamento.
Questa impostazione permette di integrare:
- ortodonzia;
- parodontologia;
- chirurgia mucogengivale.
FZ Root Torque Controller
Per la gestione di questi casi viene presentato il FZ Root Torque Controller.
L’apparecchio viene utilizzato per correggere la posizione radicolare degli incisivi inferiori prima del trattamento chirurgico delle recessioni.
L’obiettivo è creare condizioni anatomiche più favorevoli per la successiva chirurgia.
Il protocollo nasce dalla collaborazione tra Mauro Fadda e Giovanni Zucchelli, unendo quindi competenze ortodontico-restaurative e mucogengivali.
Il trattamento viene concepito come una sequenza:
- diagnosi della recessione;
- valutazione della posizione radicolare;
- correzione ortodontica;
- stabilizzazione;
- trattamento chirurgico;
- follow-up.
Ortodonzia prima della chirurgia mucogengivale
Uno dei concetti più interessanti del volume è che la chirurgia non deve necessariamente rappresentare il primo passaggio nel trattamento della recessione.
Quando una radice è malposizionata, il trattamento ortodontico pre-chirurgico può correggere prima il fattore anatomico.
La successiva terapia mucogengivale viene quindi eseguita in condizioni più favorevoli.
Il principio è applicabile più in generale a molti trattamenti interdisciplinari:
prima si modifica la causa o il fattore limitante, poi si esegue la procedura definitiva.
Questa filosofia accomuna la gestione delle recessioni al resto della MF Extrusion Technique.
Allungamento di corona e gestione estetica
L’allungamento di corona rappresenta una delle parole chiave associate al volume.
La scelta tra allungamento chirurgico ed estrusione dipende anche dal settore clinico.
In area estetica, una procedura chirurgica può modificare:
- parabola gengivale;
- livello osseo;
- rapporto con i denti adiacenti;
- lunghezza clinica della corona.
L’estrusione può rappresentare, in casi selezionati, una modalità differente per ottenere struttura dentale senza ricorrere alla stessa modifica chirurgica dei tessuti circostanti.
Il confronto tra le due opzioni costituisce quindi un passaggio essenziale della pianificazione.
Quando considerare l’estrazione
Il libro non parte dall’idea che ogni elemento debba essere mantenuto.
Tra le possibilità cliniche viene esplicitamente considerata anche l’estrazione.
Prima di eseguire un’estrusione devono essere valutati:
- prognosi del dente;
- qualità della radice;
- quantità di supporto residuo;
- rapporto corona-radice finale;
- condizioni parodontali;
- esigenze protesiche;
- alternative implantari;
- tempi;
- complessità.
Se il mantenimento conduce a un risultato biologicamente o protesicamente sfavorevole, l’estrazione può rappresentare una scelta più razionale.
La MF Extrusion Technique non deve quindi diventare un’indicazione automatica.
Controindicazioni dell’estrusione ortodontica
Un capitolo specifico è dedicato alle controindicazioni dell’estrusione ortodontica.
Questo aspetto è fondamentale perché nessuna tecnica può essere applicata indistintamente.
La possibilità di estrudere un dente deve essere analizzata alla luce di:
- prognosi;
- anatomia radicolare;
- supporto parodontale;
- rapporto corona-radice;
- quantità di movimento richiesta;
- obiettivo protesico;
- possibilità di ancoraggio;
- collaborazione del paziente.
La selezione del caso costituisce una parte essenziale della prevedibilità del trattamento.
Apparecchi personalizzati realizzati alla poltrona
Uno degli aspetti distintivi della tecnica è l’utilizzo di semplici apparecchi personalizzati realizzabili direttamente dal clinico alla poltrona.
Questa caratteristica è importante perché il libro si rivolge esplicitamente anche a protesisti e implantologi.
L’obiettivo è rendere alcune procedure di estrusione integrate nel workflow quotidiano senza trasformare necessariamente ogni caso in un trattamento ortodontico esteso.
La personalizzazione consente di:
- adattare il dispositivo;
- controllare la forza;
- gestire lo spazio;
- modificare la strategia;
- ridurre i passaggi di laboratorio;
- mantenere il controllo diretto del caso.
Una tecnica orientata all’efficienza clinica
Il testo sottolinea inoltre la possibilità di ridurre significativamente tempi e costi di esecuzione attraverso l’utilizzo di apparecchi semplici e personalizzati.
L’efficienza non deriva soltanto dalla velocità del movimento.
Deriva dalla capacità di integrare la tecnica nel piano di trattamento e di evitare procedure non necessarie.
Per esempio, una corretta estrusione può in determinati scenari:
- semplificare la futura preparazione;
- ridurre la complessità chirurgica;
- facilitare la gestione dei margini;
- preparare il sito implantare;
- migliorare la posizione dei tessuti.
Il vero vantaggio viene quindi valutato sull’intero percorso terapeutico.
Un’opera interdisciplinare
MF Extrusion Technique è un libro che unisce discipline tradizionalmente affrontate separatamente.
Il volume integra:
- protesi;
- implantologia;
- estrusione ortodontica;
- parodontologia;
- chirurgia mucogengivale;
- gestione estetica;
- biomeccanica.
Questo approccio è particolarmente interessante per il clinico che gestisce direttamente piani di trattamento complessi.
Il libro non insegna semplicemente a “spostare un dente”.
Mostra come un movimento dentale possa diventare parte integrante della soluzione protesica, implantare o parodontale.
Un libro fortemente visuale
Con 1.234 immagini in 304 pagine, il volume è fortemente orientato alla documentazione visuale.
Questo formato è particolarmente utile per comprendere:
- costruzione degli apparecchi;
- posizionamento;
- direzione del movimento;
- progressione dell’estrusione;
- risposta gengivale;
- risultati preprotesici;
- casi preimplantari;
- correzione delle recessioni;
- follow-up.
L’elevato rapporto tra immagini e pagine rende il testo particolarmente adatto a una lettura clinica step by step.
A chi è rivolto MF Extrusion Technique
Il libro è rivolto principalmente a:
- protesisti;
- implantologi;
- odontoiatri generalisti;
- parodontologi;
- ortodontisti interessati a trattamenti interdisciplinari;
- clinici che gestiscono casi estetici;
- professionisti che trattano recessioni gengivali;
- odontoiatri che desiderano preservare denti compromessi;
- clinici che pianificano siti implantari;
- studenti post-laurea.
La particolare impostazione della tecnica rende il volume interessante anche per professionisti che non svolgono ortodonzia completa, ma desiderano utilizzare movimenti dentali mirati all’interno di un trattamento protesico o implantare.
Perché leggere MF Extrusion Technique
MF Extrusion Technique non è semplicemente un libro sull’estrusione ortodontica.
È un’opera che integra:
- protesi;
- implantologia;
- MF Extrusion Technique;
- parabole gengivali;
- allungamento di corona;
- estrusione ortodontica;
- recessioni gengivali;
- ampiezza biologica;
- effetto ferula;
- biomeccanica;
- estrusione preprotesica;
- estrusione preimplantare;
- gestione mucogengivale;
- FZ Root Torque Controller.
Il suo principale valore risiede nel presentare l’ortodonzia come uno strumento complementare alla terapia restaurativa.
Spostare un dente può significare modificare la disponibilità di tessuto dentale, la posizione del margine gengivale, il sito implantare o le condizioni anatomiche prima della chirurgia mucogengivale.
Per chi cerca un libro sulla MF Extrusion Technique di Mauro Fadda, dedicato alla gestione non chirurgica delle parabole gengivali e all’integrazione tra protesi, implantologia ed estrusione ortodontica, il volume propone un metodo clinico specifico e fortemente interdisciplinare.
Domande frequenti su MF Extrusion Technique
1. Di cosa parla il libro MF Extrusion Technique?
Il libro descrive una tecnica di estrusione ortodontica sviluppata da Mauro Fadda per integrare movimenti dentali all’interno di trattamenti protesici, implantari e parodontali.
2. Che cos’è la MF Extrusion Technique?
È una metodica basata su movimenti ortodontici estrusivi eseguiti attraverso apparecchi personalizzati, con l’obiettivo di modificare la posizione del dente e, in funzione del protocollo, dei tessuti circostanti.
3. A cosa serve l’estrusione ortodontica in protesi?
Può essere utilizzata per esporre maggiore struttura dentale, favorire il rispetto dell’ampiezza biologica, ottenere un effetto ferula e gestire la posizione delle parabole gengivali.
4. Il libro confronta estrusione e allungamento di corona?
Sì. Un capitolo specifico affronta il processo decisionale tra allungamento di corona, estrusione ortodontica ed estrazione.
5. Che differenza c’è tra estrusione lenta e rapida?
L’estrusione lenta e quella rapida con fibrotomia perseguono differenti obiettivi biologici. Il protocollo viene scelto anche in funzione della quantità di coinvolgimento desiderato dei tessuti parodontali.
6. Che cos’è l’estrusione preimplantare?
È l’utilizzo controllato dell’estrusione di un dente destinato all’estrazione con l’obiettivo di modificare preventivamente i tessuti del futuro sito implantare.
7. La MF Extrusion Technique può essere utilizzata dall’implantologo?
Sì. Il libro è esplicitamente rivolto anche all’implantologo e descrive apparecchi personalizzabili che possono essere realizzati direttamente alla poltrona.
8. Il volume tratta le recessioni gengivali?
Sì. Una sezione realizzata in collaborazione con Giovanni Zucchelli affronta le recessioni gengivali degli incisivi inferiori associate a malposizione radicolare.
9. Che cos’è il FZ Root Torque Controller?
È un apparecchio descritto nel libro per correggere la posizione radicolare degli incisivi inferiori con recessione prima della successiva terapia chirurgica mucogengivale.
10. Il libro tratta anche la biomeccanica?
Sì. Un capitolo introduce i principi biomeccanici dell’estrusione ortodontica necessari per comprendere forze, movimento e risposta dei tessuti.
11. Esistono controindicazioni all’estrusione ortodontica?
Sì. Il libro dedica un capitolo specifico alle controindicazioni e alla selezione del caso.
12. Perché acquistare MF Extrusion Technique?
Perché presenta un approccio pratico e interdisciplinare che consente di integrare estrusione ortodontica, protesi, implantologia e gestione dei tessuti gengivali all’interno dello stesso piano di trattamento.
Capitoli e argomenti
1. Estrusione ortodontica
- principi dell’estrusione;
- indicazioni;
- applicazioni restaurative;
- relazione con i tessuti parodontali.
2. Ampiezza biologica, effetto ferula e rapporto corona-radice
- gestione dei margini;
- struttura dentale residua;
- ferrule;
- prognosi;
- rapporto corona-radice.
3. Allungamento di corona, estrusione o estrazione?
- processo decisionale;
- mantenimento del dente;
- chirurgia;
- estrusione;
- alternative implantari.
4. Estrusione ortodontica: cenni di biomeccanica
- forze;
- direzione del movimento;
- controllo;
- ancoraggio;
- risposta biologica.
5. Classificazione delle estrusioni ortodontiche complementari
- applicazioni preprotesiche;
- applicazioni preimplantari;
- obiettivi tissutali.
6. Risposta dei tessuti parodontali alle forze estrusive
- gengiva;
- osso;
- legamento parodontale;
- parabola gengivale.
7. MF Extrusion Technique
- principi della tecnica;
- workflow;
- apparecchi personalizzati;
- applicazioni cliniche.
8. Criteri di scelta dell’estrusore
- selezione del dispositivo;
- posizione;
- ancoraggio;
- quantità di movimento.
9. Estrusione preprotesica lenta
- movimento progressivo;
- risposta tissutale;
- pianificazione protesica.
10. Estrusione preprotesica rapida con fibrotomia
- esposizione della struttura dentale;
- controllo dei tessuti;
- gestione della ferula.
11. Estrusione preimplantare
- preparazione del sito;
- risposta dei tessuti;
- estrazione;
- implantologia.
12. Controindicazioni dell’estrusione ortodontica
- selezione del caso;
- prognosi;
- limiti della tecnica.
13. Recessioni gengivali sugli incisivi inferiori
- diagnosi;
- posizione radicolare;
- anatomia parodontale;
- prognosi.
14. Trattamento ortodontico pre-chirurgico degli incisivi inferiori con recessioni
- correzione radicolare;
- FZ Root Torque Controller;
- preparazione alla chirurgia mucogengivale;
- collaborazione con Giovanni Zucchelli.