Marisa Roncati

Terapia parodontale non chirurgica - SECONDA EDIZIONE

Protocolli clinici

Disponibilità:
Anno
  • 2025
Autore
  • Marisa Roncati
Disponibilità
  • Immediata
Consegna
  • 3/4 giorni lavorativi
Lingua
  • Italiano
Pagine
  • 416
Immagini
  • 1579, 55 video
ISBN
  • 978-88-7492-215-4
Confezione
  • Copertina rigida (cartonato)
TAG
  • igiene dentale
  • laser
  • malattia parodontale
  • terapia parodontale non chirurgica
  • parodontologia

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Terapia parodontale non chirurgica - SECONDA EDIZIONE

Terapia parodontale non chirurgica: il libro di Marisa Roncati sui protocolli clinici in parodontologia

Nel panorama dei libri di parodontologia e igiene dentale, Terapia parodontale non chirurgica – Protocolli clinici, Seconda Edizione di Marisa Roncati si presenta come un’opera completa dedicata alla diagnosi, alla terapia eziologica e al mantenimento del paziente affetto da malattia parodontale.

Pubblicata nel 2025 a nove anni dalla prima edizione, questa nuova versione è stata radicalmente aggiornata con nuovi casi clinici, follow-up longitudinali, protocolli operativi e 55 video dedicati alle tecniche di strumentazione e alle procedure cliniche.

Il libro accompagna odontoiatri e igienisti dentali attraverso l’intero percorso della terapia parodontale non chirurgica: dalla prima visita e dalla diagnosi alla motivazione del paziente, dalla gestione del biofilm alla strumentazione manuale e ultrasonica, fino all’impiego aggiuntivo del laser e alla terapia parodontale di supporto.

Il concetto centrale è chiaro: il successo del trattamento non dipende soltanto dalla capacità dell’operatore di rimuovere tartaro e biofilm, ma dalla combinazione tra una diagnosi accurata, una strumentazione efficace e conservativa, una buona performance domiciliare del paziente e un programma di mantenimento personalizzato.

Un riferimento per la terapia parodontale non chirurgica moderna

La terapia parodontale non chirurgica rappresenta il primo approccio terapeutico nella gestione della maggior parte delle condizioni infiammatorie parodontali.

L’obiettivo non è semplicemente ridurre temporaneamente l’infiammazione, ma creare condizioni cliniche che possano essere mantenute nel tempo.

Il libro individua nella stabilità clinica a lungo termine il vero traguardo del trattamento parodontale.

Ciò significa ottenere una situazione nella quale il paziente possa mantenere quotidianamente una buona igiene e il professionista possa controllare efficacemente biofilm e depositi attraverso richiami personalizzati.

La prefazione sottolinea infatti come i pazienti parodontalmente compromessi inseriti in un programma costante e personalizzato di mantenimento dopo la terapia causale possano beneficiare di risultati significativamente migliori nel tempo.

La terapia iniziale diventa quindi soltanto la prima fase di un percorso che comprende:

  • diagnosi;
  • terapia eziologica;
  • controllo dell’infiammazione;
  • rivalutazione;
  • eventuale terapia chirurgica;
  • mantenimento parodontale.

La stabilità clinica come obiettivo a lungo termine

Il primo capitolo è costruito attorno a uno dei concetti fondamentali dell’opera: la stabilità clinica.

Il successo non viene valutato esclusivamente osservando il risultato immediatamente dopo la strumentazione.

Il vero interrogativo è se il risultato possa essere mantenuto negli anni.

La seconda edizione presenta casi clinici con un follow-up medio di circa dieci anni, utilizzati per mostrare come anche situazioni parodontali complesse possano raggiungere una soddisfacente longevità clinica quando vengono correttamente diagnosticate, trattate e mantenute.

Gli aspetti che contribuiscono alla stabilità comprendono:

  • controllo del biofilm;
  • riduzione dell’infiammazione;
  • diminuzione del sanguinamento al sondaggio;
  • riduzione della profondità delle tasche;
  • corretta strumentazione;
  • igiene domiciliare efficace;
  • adesione del paziente ai richiami;
  • rivalutazione periodica.

Questo approccio sposta l’attenzione dal singolo atto terapeutico alla gestione longitudinale della malattia parodontale.

La gestione del paziente parodontale parte dalla diagnosi

Uno dei capitoli più ampi del volume è dedicato alla gestione del paziente.

La parodontologia viene descritta come la disciplina che comprende prevenzione, diagnosi e trattamento delle patologie che interessano i tessuti di supporto dei denti, con l’obiettivo di preservare salute, funzione, estetica e comfort.

Prima di impostare qualsiasi terapia, è necessario raccogliere correttamente i parametri clinici.

Il libro affronta:

  • sonda parodontale;
  • tecnica di sondaggio;
  • parametri biometrici;
  • recessioni;
  • gengiva aderente;
  • mobilità dentale;
  • coinvolgimento delle biforcazioni;
  • esame radiografico;
  • diagnosi parodontale.

La corretta diagnosi permette di distinguere sostanzialmente tra:

  • salute parodontale;
  • gengivite;
  • parodontite.

Da questa distinzione deriva il successivo percorso terapeutico.

Un albero decisionale per il trattamento parodontale

Il libro presenta un vero albero decisionale che parte dalla diagnosi e guida il clinico nelle successive fasi terapeutiche.

In condizioni di salute viene indicata la prevenzione primaria.

In caso di gengivite, la terapia causale non chirurgica rappresenta l’approccio fondamentale per risolvere l’infiammazione associata al biofilm.

Nel paziente con parodontite, la terapia eziologica rappresenta ugualmente il primo trattamento, ma inserito in un percorso più articolato.

Al termine della terapia iniziale si procede alla rivalutazione.

Tra gli elementi utilizzati per valutare la risposta clinica rientrano:

  • quantità di placca residua;
  • sanguinamento al sondaggio;
  • profondità di sondaggio residua;
  • presenza di biforcazioni;
  • necessità di rigenerazione;
  • esigenze mucogengivali;
  • esigenze conservative o protesiche.

Solo dopo questa fase è possibile stabilire se proseguire con la terapia parodontale di supporto oppure considerare ulteriori trattamenti chirurgici.

Eziologia della malattia parodontale

La malattia parodontale non può essere trattata correttamente senza comprenderne l’eziologia.

Il volume approfondisce:

  • microbioma;
  • formazione del biofilm;
  • massa critica batterica;
  • comorbilità;
  • test diagnostici;
  • fattori di rischio;
  • risposta del paziente.

L’obiettivo della terapia eziologica è agire sui fattori che sostengono l’infiammazione.

La strumentazione non viene quindi interpretata come una semplice procedura di “pulizia profonda”, ma come una componente di un trattamento più ampio nel quale devono essere modificati sia l’ambiente orale sia i comportamenti del paziente.

Questo principio assume particolare importanza nelle forme più severe di parodontite, nelle quali il solo intervento professionale non può compensare una performance domiciliare insufficiente.

La performance igienica domiciliare come fattore determinante

Uno dei messaggi più forti dell’opera riguarda l’igiene dentale domiciliare.

Il libro afferma che la performance del paziente rappresenta uno dei fattori più significativi nell’influenzare il risultato dei trattamenti odontoiatrici.

La terapia eziologica comprende quindi una componente educativa fondamentale.

Tra gli strumenti e le procedure analizzati sono presenti:

  • spazzolino interdentale;
  • filo interdentale;
  • garzina;
  • spazzolino elettrico;
  • spazzolino sonico;
  • spazzolino manuale;
  • spazzolino monociuffo;
  • pulizia della lingua;
  • dentifrici;
  • collutori;
  • rivelatori di placca.

L’obiettivo non è consegnare al paziente una lista standardizzata di strumenti, ma individuare quelli più appropriati per la sua situazione.

Il professionista deve insegnare il corretto utilizzo, verificare la performance e modificarne eventualmente tecnica e strumenti durante gli appuntamenti successivi.

Igiene dentale, motivazione e responsabilizzazione del paziente

La motivazione del paziente è parte integrante del trattamento.

Il successo della terapia non chirurgica dipende infatti da una collaborazione continuativa tra team odontoiatrico e persona in cura.

Il paziente deve comprendere:

  • perché si è sviluppata la malattia;
  • quale ruolo svolge il biofilm;
  • come detergere correttamente le superfici;
  • quali strumenti utilizzare;
  • quali aree sono maggiormente a rischio;
  • perché sono necessari i richiami;
  • quali conseguenze può avere una ridotta adesione.

L’educazione non viene quindi considerata una fase accessoria.

È una vera componente terapeutica.

Un concetto particolarmente significativo riportato dal libro è che, confrontando differenti protocolli di strumentazione, un controllo di placca adeguato tende a ridurre notevolmente le differenze cliniche tra i protocolli stessi. In altri termini, la qualità dell’igiene domiciliare può avere un impatto maggiore rispetto alla specifica sequenza operativa selezionata.

Terapia eziologica: rimuovere la causa rispettando i tessuti

Il terzo capitolo è dedicato alla terapia eziologica, uno dei nuclei centrali del libro.

La strumentazione parodontale non chirurgica deve rimuovere ciò che è estraneo al dente, come:

  • biofilm microbico;
  • tartaro;
  • depositi mineralizzati;
  • discromie.

Al tempo stesso deve rispettare il più possibile i tessuti biologici.

La finalità non è quindi eliminare indiscriminatamente cemento radicolare o rendere la superficie “perfettamente liscia” attraverso una strumentazione aggressiva.

L’approccio descritto è orientato a una terapia efficace ma conservativa.

Per questo il testo analizza in dettaglio:

  • rilevamento del tartaro;
  • scelta degli strumenti;
  • strumentazione sopra-gengivale;
  • strumentazione sotto-gengivale;
  • dispositivi ultrasonici;
  • strumenti manuali;
  • sequenze operative;
  • gestione delle biforcazioni;
  • casi complessi.

La strumentazione parodontale non chirurgica step by step

Una parte importante del libro è dedicata alla tecnica.

La strumentazione parodontale non chirurgica viene descritta in maniera dettagliata per permettere al lettore di comprenderne i singoli passaggi.

Per quanto riguarda gli ultrasuoni, vengono approfonditi:

  • dispositivi disponibili;
  • scelta degli inserti;
  • approccio sopra-gengivale;
  • accesso sotto-gengivale;
  • orientamento dello strumento;
  • gestione dei depositi;
  • sequenza clinica.

La strumentazione manuale viene invece affrontata partendo dalle caratteristiche generali degli strumenti e arrivando alla loro applicazione operativa.

Sono analizzati:

  • classificazione degli strumenti;
  • impugnatura;
  • kit minimalista;
  • movimento orizzontale;
  • movimento verticale;
  • rilevamento dei depositi;
  • strumentazione delle biforcazioni;
  • sequenza nei casi complessi.

L’elevato numero di immagini e video permette di osservare direttamente la posizione e il movimento degli strumenti, trasformando il testo in una guida fortemente operativa.

Tip Only Vertical Stroke: la tecnica di Marisa Roncati

Uno degli elementi più caratterizzanti della seconda edizione è la descrizione aggiornata del Tip Only Vertical Stroke.

Marisa Roncati spiega di aver progressivamente modificato la propria tecnica di strumentazione manuale, soprattutto per quanto riguarda il movimento verticale, applicandolo sia nelle tasche poco profonde sia in quelle più profonde.

Il concetto viene sviluppato come movimento verticale esclusivamente di punta.

L’attenzione si concentra sulla parte attiva terminale dello strumento e su un movimento controllato finalizzato alla rimozione dei depositi.

Il volume approfondisce anche dubbi clinici molto pratici:

  • il movimento di punta può graffiare la radice?
  • può traumatizzare il tessuto molle?
  • quale deve essere la direzione del movimento?
  • come evitare di brunire il tartaro?
  • come procedere in presenza di depositi complessi?

La tecnica viene illustrata attraverso numerosi video step by step, una delle principali novità della seconda edizione.

Evitare la strumentazione iatrogena

Una strumentazione non corretta può creare danni.

Il libro dedica attenzione agli errori iatrogeni tecnica-dipendenti, sottolineando come l’efficacia non debba essere confusa con l’aggressività.

Un operatore deve riuscire a eliminare i depositi senza produrre un inutile sacrificio di tessuto.

La qualità della strumentazione dipende da:

  • capacità di rilevare il tartaro;
  • scelta dello strumento;
  • affilatura;
  • corretta impugnatura;
  • angolazione;
  • pressione;
  • direzione del movimento;
  • capacità di riconoscere quando il deposito è stato rimosso.

Questo approccio è coerente con la filosofia generale del volume: utilizzare procedure semplici, efficaci, minimamente invasive e conservative.

La gestione della parodontite di Stadio III e IV, grado B e C

Il libro dedica particolare attenzione ai casi di parodontite Stadio III e IV, grado B e C, localizzata o generalizzata.

Si tratta di pazienti nei quali la terapia eziologica può essere più complessa, ma nei quali una terapia non chirurgica correttamente eseguita può rappresentare una fase determinante.

Il testo confronta differenti modalità di trattamento:

  • protocolli a quadranti;
  • protocolli full-mouth;
  • protocolli accelerati;
  • due appuntamenti;
  • tre appuntamenti ravvicinati;
  • quattro appuntamenti;
  • protocolli personalizzati.

Il messaggio è che non esiste un protocollo ideale in senso assoluto.

La scelta deve prendere in considerazione:

  • gravità della malattia;
  • quantità dei depositi;
  • condizioni psicologiche del paziente;
  • disponibilità e collaborazione;
  • comfort;
  • capacità dell’operatore;
  • performance igienica;
  • necessità di anestesia;
  • possibilità di utilizzare il laser.

Un protocollo consigliato per i casi complessi

Tra i protocolli descritti, l’autrice presenta una modalità frequentemente utilizzata nella propria pratica per pazienti con parodontite avanzata.

Il percorso prevede inizialmente tre appuntamenti ravvicinati, seguiti da un ulteriore appuntamento dopo circa 30 giorni.

Il primo appuntamento può essere più lungo per consentire:

  • status radiografico completo;
  • motivazione;
  • istruzioni di igiene domiciliare;
  • prima strumentazione.

Le sedute successive permettono di:

  • rivalutare la performance igienica;
  • rimotivare il paziente;
  • proseguire la strumentazione;
  • ricercare i depositi residui;
  • correggere tecniche e strumenti domiciliari.

Il quarto appuntamento consente invece di individuare eventuali residui di tartaro divenuti più facilmente accessibili in seguito alla guarigione e alla contrazione dei tessuti.

Il protocollo rimane comunque una proposta da personalizzare: il libro sottolinea esplicitamente che modalità differenti possono essere valide e che il trattamento deve adattarsi al singolo paziente.

Rivalutazione della terapia parodontale

Una volta conclusa la terapia eziologica non è possibile stabilire immediatamente il piano definitivo.

È necessario attendere la guarigione e procedere a una rivalutazione parodontale.

Il libro analizza:

  • timing della rivalutazione;
  • gengivite;
  • siti con valori di sondaggio inferiori;
  • tasche profonde;
  • sanguinamento;
  • placca residua;
  • stabilità clinica.

La rivalutazione consente di distinguere:

  • siti che hanno risposto alla terapia;
  • aree che richiedono ulteriore strumentazione;
  • pazienti che possono iniziare il mantenimento;
  • situazioni che possono richiedere terapia chirurgica.

Il trattamento non chirurgico assume così anche una funzione diagnostica: la risposta dei tessuti permette di comprendere meglio quali siti necessitino realmente di un approccio successivo.

Terapia parodontale non chirurgica e chirurgia

Il libro non presenta terapia non chirurgica e chirurgia come due approcci contrapposti.

La terapia causale rappresenta nella maggior parte dei casi la fase iniziale indispensabile.

Quando gli obiettivi clinici vengono raggiunti, il paziente può entrare direttamente nel programma di mantenimento.

Quando persistono condizioni come:

  • tasche profonde;
  • biforcazioni;
  • difetti che richiedono rigenerazione;
  • necessità mucogengivali;
  • esigenze restaurative o protesiche,

può essere indicato un trattamento chirurgico.

La chirurgia viene quindi selezionata sulla base della risposta ottenuta dopo il controllo iniziale della malattia.

Il laser nella terapia parodontale non chirurgica

Laser è uno dei principali tag associati al volume e un intero capitolo è dedicato alla sua applicazione nella terapia parodontale.

Il libro analizza soprattutto:

  • laser a diodo;
  • laser a erbio;
  • indicazioni;
  • limiti;
  • protocolli;
  • parametri operativi;
  • norme di sicurezza;
  • effetti biologici;
  • casi clinici;
  • letteratura scientifica.

L’impostazione è particolarmente importante: il laser non viene presentato come sostituto automatico della strumentazione meccanica.

Nel protocollo descritto dall’autrice, l’utilizzo del laser è generalmente aggiuntivo alla strumentazione parodontale non chirurgica, che continua a essere considerata indispensabile.

Laser a diodo e protocolli clinici

Una parte consistente del quarto capitolo è dedicata al laser a diodo.

Il lettore può approfondire:

  • parametri di utilizzo;
  • protocolli clinici;
  • sicurezza;
  • indicazioni;
  • modalità di comunicazione al paziente;
  • uso nei tessuti;
  • effetti biologici;
  • impiego nelle situazioni di instabilità.

Il testo associa la componente teorica a casi clinici e a una revisione critica della letteratura.

L’approccio non è quindi quello di presentare il laser come una tecnologia capace di produrre automaticamente risultati superiori.

Il clinico deve conoscerne:

  • potenzialità;
  • indicazioni;
  • limiti;
  • corretti parametri;
  • interazione con la strumentazione tradizionale.

Laser a erbio

Il volume affronta anche il laser a erbio.

Sono discussi:

  • indicazioni nella terapia parodontale non chirurgica;
  • capacità ablative;
  • possibili applicazioni cliniche;
  • casi documentati.

La presenza di laser differenti permette al lettore di comprendere come il termine “laser” non identifichi una singola tecnologia.

Lunghezza d’onda, tessuto target e modalità di utilizzo modificano profondamente le applicazioni cliniche.

La sezione dedicata al laser si conclude inoltre con una revisione critica della letteratura e con i commenti dell’autrice.

Risultati clinici e possibile remineralizzazione ossea

Tra gli aspetti descritti dall’autrice vi sono casi nei quali, in seguito alla terapia non chirurgica, sono stati osservati risultati clinici associati anche a fenomeni di remineralizzazione ossea.

Il volume è però molto chiaro nel precisare che questo risultato può verificarsi ma non è predicibile.

Questa precisazione è importante perché evita di trasformare osservazioni cliniche favorevoli in promesse terapeutiche.

L’obiettivo principale rimane:

  • controllo dell’infiammazione;
  • riduzione delle tasche;
  • miglioramento della salute;
  • stabilità clinica.

Eventuali modificazioni ossee favorevoli devono essere considerate nel contesto della risposta biologica individuale.

Il ruolo della terapia domiciliare nella parodontologia

Uno dei concetti che attraversano l’intero libro è che l’operatore non può controllare da solo una malattia parodontale cronica.

La terapia professionale occupa poche ore nel corso dell’anno. Il paziente gestisce il biofilm quotidianamente.

Da qui deriva l’importanza dell’igiene dentale come parte integrante della parodontologia.

Il professionista deve verificare nel tempo:

  • qualità dello spazzolamento;
  • pulizia interdentale;
  • strumenti utilizzati;
  • quantità di placca;
  • sanguinamento;
  • capacità del paziente;
  • compliance;
  • adherence al programma terapeutico.

Quando necessario, la tecnica deve essere nuovamente spiegata o modificata.

Mantenimento parodontale: la terapia continua nel tempo

L’ultimo capitolo è dedicato al mantenimento parodontale.

Questa scelta editoriale riflette il concetto fondamentale dell’opera: ottenere un buon risultato iniziale non è sufficiente se non viene preservato nel tempo.

Il capitolo approfondisce:

  • definizione di mantenimento;
  • principi biologici;
  • obiettivi;
  • inizio della terapia di supporto;
  • responsabilità del mantenimento;
  • benefici;
  • frequenza dei richiami;
  • compliance e adherence;
  • organizzazione dell’appuntamento;
  • strategie in caso di instabilità clinica.

Il programma deve essere personalizzato.

Non tutti i pazienti possono essere richiamati con la stessa frequenza.

La decisione dipende da:

  • gravità iniziale;
  • risposta alla terapia;
  • rischio;
  • igiene domiciliare;
  • sanguinamento;
  • presenza di tasche residue;
  • adesione;
  • fattori sistemici e comportamentali.

L’indice dedica un’intera sezione alla terapia di mantenimento personalizzata e alle strategie da adottare quando compare nuovamente instabilità clinica.

Una seconda edizione radicalmente aggiornata

La prima edizione di Terapia parodontale non chirurgica risale al 2015.

La seconda edizione del 2025 non viene presentata come una semplice ristampa.

Marisa Roncati descrive un aggiornamento sostanziale dei contenuti, con:

  • nuovi casi clinici;
  • follow-up longitudinali;
  • revisione delle tecniche;
  • nuovi protocolli;
  • aggiornamento della strumentazione;
  • maggiore attenzione alla tecnica Tip Only Vertical Stroke;
  • nuovi contenuti sul laser;
  • 55 video didattici.

L’autrice dichiara inoltre quasi quarant’anni di attività dedicata alla parodontologia non chirurgica, tra pratica clinica e insegnamento.

55 video per comprendere le procedure operative

Una delle novità più rilevanti della seconda edizione è la presenza di 55 video.

I contenuti video permettono di osservare direttamente:

  • movimenti degli strumenti;
  • strumentazione manuale;
  • Tip Only Vertical Stroke;
  • procedure ultrasoniche;
  • gestione delle tasche;
  • protocolli clinici;
  • impiego del laser;
  • casi clinici.

Il video assume particolare valore nell’apprendimento di tecniche nelle quali angolazione, posizione, pressione e movimento dello strumento sono difficili da descrivere esclusivamente attraverso il testo.

Le 1.579 immagini e i video trasformano quindi il volume in uno strumento fortemente visivo.

Casi clinici e follow-up longitudinali

Il libro utilizza numerosi casi clinici per mostrare l’applicazione dei protocolli.

Particolare valore viene attribuito ai follow-up, perché permettono di osservare non soltanto il risultato immediato ma la sua stabilità nel tempo.

I casi vengono utilizzati per rispondere a una domanda didattica fondamentale:

che cosa ci insegna questo caso clinico?

Questa impostazione permette al lettore di ragionare su:

  • diagnosi;
  • scelta terapeutica;
  • risposta del paziente;
  • tecnica;
  • complicanze;
  • mantenimento;
  • stabilità.

Il caso clinico diventa quindi uno strumento per comprendere il processo decisionale, non soltanto una dimostrazione del risultato finale.

A chi è rivolto Terapia parodontale non chirurgica

Terapia parodontale non chirurgica – Protocolli clinici è rivolto a:

  • parodontologi;
  • odontoiatri generalisti;
  • igienisti dentali;
  • professionisti che gestiscono pazienti con malattia parodontale;
  • clinici che utilizzano laser in parodontologia;
  • studenti di Odontoiatria;
  • studenti di Igiene dentale;
  • neolaureati;
  • professionisti esperti che desiderano aggiornare i propri protocolli;
  • team odontoiatrici interessati alla terapia di mantenimento.

Il volume è costruito per essere utilizzabile sia dal neofita sia dal professionista esperto.

La descrizione step by step e i video aiutano chi sta imparando la tecnica, mentre i casi complessi, la rivalutazione e la revisione critica dei protocolli offrono materiale di confronto anche al clinico con esperienza.

Perché leggere Terapia parodontale non chirurgica

Terapia parodontale non chirurgica – Protocolli clinici non è semplicemente un libro sulla rimozione del tartaro.

È un’opera che integra:

  • igiene dentale;
  • laser;
  • malattia parodontale;
  • terapia parodontale non chirurgica;
  • parodontologia;
  • diagnosi;
  • biofilm;
  • terapia eziologica;
  • strumentazione manuale;
  • ultrasuoni;
  • Tip Only Vertical Stroke;
  • rivalutazione;
  • mantenimento parodontale;
  • follow-up.

Il valore del volume risiede soprattutto nel mostrare come la terapia parodontale sia un percorso e non una singola prestazione.

La diagnosi orienta la terapia, la strumentazione riduce i fattori eziologici, l’igiene domiciliare sostiene la guarigione, la rivalutazione determina le fasi successive e il mantenimento protegge il risultato nel lungo periodo.

Per chi cerca un libro sulla terapia parodontale non chirurgica di Marisa Roncati, capace di integrare protocolli clinici, igiene dentale, laser, tecniche di strumentazione e mantenimento, questa seconda edizione rappresenta una guida completa e fortemente orientata alla pratica clinica.

Domande frequenti su Terapia parodontale non chirurgica

1. Di cosa parla il libro Terapia parodontale non chirurgica di Marisa Roncati?

Il libro affronta la diagnosi e il trattamento non chirurgico della malattia parodontale, dalla gestione del paziente e dalla terapia eziologica alla strumentazione manuale e ultrasonica, fino all’uso aggiuntivo del laser e al mantenimento parodontale.

2. A chi è rivolto il volume?

È rivolto a odontoiatri, parodontologi, igienisti dentali, studenti e professionisti che desiderano approfondire i protocolli clinici della terapia parodontale non chirurgica.

3. Il libro tratta la parodontite Stadio III e IV?

Sì. Sono descritti protocolli specificamente dedicati anche ai pazienti con parodontite di Stadio III e IV, grado B e C, localizzata o generalizzata.

4. Che cos’è il Tip Only Vertical Stroke?

È una tecnica di strumentazione manuale descritta da Marisa Roncati che utilizza un movimento verticale eseguito prevalentemente con la parte terminale dello strumento. La procedura viene illustrata dettagliatamente anche attraverso video step by step.

5. Il libro tratta il laser in parodontologia?

Sì. Un intero capitolo è dedicato all’uso del laser nella terapia parodontale non chirurgica, con particolare attenzione a laser a diodo e laser a erbio, indicazioni, protocolli, parametri, sicurezza e letteratura scientifica.

6. Il laser sostituisce la strumentazione parodontale?

No. Nel libro il laser viene generalmente presentato come trattamento aggiuntivo. La strumentazione parodontale non chirurgica rimane una componente indispensabile del protocollo.

7. Quale ruolo ha l’igiene dentale?

L’igiene domiciliare del paziente ha un ruolo centrale. Il volume dedica ampio spazio a spazzolini, strumenti interdentali, filo, collutori, dentifrici, rivelatori di placca e motivazione del paziente.

8. Il libro tratta anche il mantenimento parodontale?

Sì. L’ultimo capitolo è interamente dedicato alla terapia parodontale di supporto, alla frequenza dei richiami, all’adherence del paziente e alla gestione dell’instabilità clinica.

9. Sono presenti casi clinici?

Sì. La seconda edizione contiene numerosi casi clinici, molti dei quali documentati con follow-up longitudinali. Alcuni casi presentano controlli a lungo termine utilizzati per analizzare la stabilità dei risultati.

10. Il volume contiene video?

Sì. La seconda edizione comprende 55 video dedicati a tecniche operative, strumentazione e protocolli clinici.

11. La terapia non chirurgica può evitare la chirurgia parodontale?

In alcuni pazienti una risposta favorevole alla terapia eziologica può consentire di raggiungere la stabilità clinica senza ulteriori procedure chirurgiche. In altri casi, la rivalutazione può evidenziare indicazioni per un trattamento chirurgico. Il libro propone quindi una selezione basata sulla risposta clinica e non un’opposizione assoluta tra le due terapie.

12. Perché acquistare Terapia parodontale non chirurgica?

Perché integra diagnosi, terapia eziologica, igiene dentale, strumentazione, laser, protocolli per parodontiti avanzate e mantenimento all’interno di un unico percorso clinico. Le numerose immagini e i 55 video ne rafforzano la componente pratica e didattica.

 

Capitoli e argomenti

Capitolo 1. Stabilità clinica: obiettivo a lungo termine del trattamento parodontale

  • obiettivi della terapia parodontale non chirurgica;
  • predicibilità del trattamento;
  • denti monoradicolati e pluriradicolati;
  • importanza della diagnosi;
  • errori iatrogeni tecnica-dipendenti;
  • stabilità nel follow-up.

Capitolo 2. Gestione del paziente parodontale

  • prima visita;
  • sonda e tecnica di sondaggio;
  • parametri biometrici;
  • recessioni;
  • gengiva aderente;
  • mobilità;
  • biforcazioni;
  • diagnosi parodontale;
  • microbioma;
  • biofilm;
  • comorbilità;
  • test diagnostici;
  • terapia eziologica;
  • implicazioni estetiche;
  • albero decisionale;
  • protocolli;
  • parodontite Stadio III-IV, grado B-C;
  • rivalutazione della terapia.

Capitolo 3. Terapia eziologica

Igiene orale

  • spazzolino interdentale;
  • filo interdentale;
  • garzina;
  • spazzolini elettrici, sonici e manuali;
  • spazzolino monociuffo;
  • pulizia della lingua;
  • dentifrici;
  • collutori;
  • rivelatori di placca;
  • motivazione;
  • istruzioni domiciliari.

Strumentazione parodontale non chirurgica

  • rilevamento del tartaro;
  • strumenti ultrasonici;
  • strumentazione sopra-gengivale;
  • strumentazione sotto-gengivale;
  • strumenti manuali;
  • impugnatura;
  • kit minimalista;
  • movimento orizzontale;
  • Tip Only Vertical Stroke;
  • sequenze operative;
  • biforcazioni;
  • casi complessi;
  • polishing;
  • dispositivi aria-polvere.

Capitolo 4. Il laser nel trattamento parodontale non chirurgico

  • introduzione al laser;
  • laser a diodo;
  • indicazioni e limiti;
  • protocolli clinici;
  • parametri;
  • sicurezza;
  • effetti del laser;
  • gestione dell’instabilità clinica;
  • laser a erbio;
  • casi clinici;
  • revisione critica della letteratura.

Capitolo 5. Mantenimento parodontale

  • definizione;
  • obiettivi;
  • principi biologici;
  • terapia parodontale di supporto;
  • responsabilità del mantenimento;
  • benefici;
  • frequenza dei richiami;
  • compliance e adherence;
  • appuntamento di richiamo;
  • mantenimento personalizzato;
  • gestione dell’instabilità clinica.

 

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Recensioni
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In conformità con quanto previsto dal Decreto Legislativo 6 settembre 2005 n. 206 (e successive modifiche ed integrazioni), il Cliente Consumatore, ove non soddisfatto dei prodotti ovvero del contenuto dei servizi acquistati presso Quintessenza Edizioni Srl, con sede legale in Via Ciro Menotti, 65 - 20017 Rho (MI) - Italy, partita IVA 03347380960 (da qui in avanti chiamato "Venditore"), potrà restituire i prodotti medesimi o rinunciare al diritto alla prestazione dei servizi ed ottenere il rimborso del prezzo già corrisposto in sede di pagamento anticipato.

Modalità di esercizio
A tal fine il Cliente deve rivolgersi al Venditore entro i 14 giorni successivi alla consegna dei prodotti ovvero entro i 14 giorni successivi all'acquisto dei servizi, inviando una comunicazione via raccomandata A.R. (all'indirizzo Via Ciro Menotti, 65 - 20017 Rho (MI) - Italy), contenente tutte le informazioni necessarie ed utili ad una corretta elaborazione della pratica di restituzione e rimborso. Tale comunicazione dovrà necessariamente contenere tutto quanto di seguito indicato: 
a. l'espressa volontà del Cliente di voler recedere in tutto o in parte dal contratto di acquisto; 
b. il numero e la copia del documento (fattura - documento di trasporto) comprovante l'acquisto dell'ordine rispetto al quale si intende esercitare il diritto di recesso; 
c. la descrizione ed i codici dei Prodotti rispetto ai quali si esercita il diritto di recesso. Il riaccredito, comprensivo delle spese di spedizione, verrà effettuato dal Venditore entro 14 giorni dalla ricezione della comunicazione via raccomandata A.R. sopra citata.

In seguito al ricevimento della comunicazione con la quale il Cliente comunichi la propria volontà di esercitare il diritto di recesso, il Venditore, verificata la corrispondenza ai requisiti sopra indicati, concorderà, anche via e-mail, con il Cliente le modalità con le quali effettuare la restituzione dei prodotti. 

A seconda della politica di rientro della merce stabilita dal Venditore, andrà inserita una delle seguenti opzioni:

a) i contratti di servizi dopo la completa prestazione del servizio se l'esecuzione è iniziata con l'accordo espresso del consumatore e con l'accettazione della perdita del diritto di recesso a seguito della piena esecuzione del contratto da parte del professionista;
b) la fornitura di beni o servizi il cui prezzo è legato a fluttuazioni nel mercato finanziario che il professionista non è in grado di controllare e che possono verificarsi durante il periodo di recesso;
c) la fornitura di beni confezionati su misura o chiaramente personalizzati;
d) la fornitura di beni che rischiano di deteriorarsi o scadere rapidamente;
e) la fornitura di beni sigillati che non si prestano ad essere restituiti per motivi igienici o connessi alla protezione della salute e sono stati aperti dopo la consegna;
f) la fornitura di beni che, dopo la consegna, risultano, per loro natura, inscindibilmente mescolati con altri beni;
g) la fornitura di bevande alcoliche, il cui prezzo sia stato concordato al momento della conclusione del contratto di vendita, la cui consegna possa avvenire solo dopo trenta giorni e il cui valore effettivo dipenda da fluttuazioni sul mercato che non possono essere controllate dal professionista;
h) i contratti in cui il consumatore ha specificamente richiesto una visita da parte del professionista ai fini dell'effettuazione di lavori urgenti di riparazione o manutenzione. Se, in occasione di tale visita, il professionista fornisce servizi oltre a quelli specificamente richiesti dal consumatore o beni diversi dai pezzi di ricambio necessari per effettuare la manutenzione o le riparazioni, il diritto di recesso si applica a tali servizi o beni supplementari;
i) la fornitura di registrazioni audio o video sigillate o di software informatici sigillati che sono stati aperti dopo la consegna;
l) la fornitura di giornali, periodici e riviste ad eccezione dei contratti di abbonamento per la fornitura di tali pubblicazioni;
m) i contratti conclusi in occasione di un'asta pubblica;
n) la fornitura di alloggi per fini non residenziali, il trasporto di beni, i servizi di noleggio di autovetture, i servizi di catering o i servizi riguardanti le attività del tempo libero qualora il contratto preveda una data o un periodo di esecuzione specifici;
o) la fornitura di contenuto digitale mediante un supporto non materiale se l'esecuzione è iniziata con l'accordo espresso del consumatore e con la sua accettazione del fatto che in tal caso avrebbe perso il diritto di recesso.

Esclusione del diritto di recesso
Resta tuttavia escluso il diritto di restituire:
Marisa Roncati
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